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La città di Luni appartiene a: Regione Liguria - Provincia di La Spezia

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Ortonovo

Scheda

Hortus Novus, un affaccio sulla storia

Un borgo arroccato con una vista che spazia sulla vallata di Luni e sulle colline circostanti, il tutto puntellato di vigneti e oliveti. In fondo il fiume Magra e il mare. Il colpo d’occhio è di grande impatto e può anche evocare il tempo in cui la piana del Magra e Portus Lunae era cuore pulsante di una civiltà antica.

Le origini di Ortonovo
risalgono ai secoli XI e XII, quando il territorio era controllato dal Vescovo di Luni. Oggi dall’alto possiamo immaginare i terreni collinari coltivati: il nome Ortonovo infatti sembra derivare da Hortus Novus. Il clima della collina attirava già prima dell'anno Mille le ricche famiglie lunensi che si recavano sulle alture per ritemprarsi tra relax e aria salubre.

La visita al borgo
di Ortonovo può iniziare dalla piazza della chiesa Abaziale dei Santi Lorenzo e Martino, sulla quale si apre la principale porta di accesso al borgo a fianco della quale vi sono sedili in muratura. La piazzetta antistante la chiesa rappresentava e rappresenta ancora oggi il centro sociale del borgo. A differenza delle porte di altri borghi medievali, come Caprigliola, Falcinello, Nicola, Trebbiano, tutte impostate dall'arco a sesto acuto, quelle di Ortonovo sono a tutto sesto come nel castello di Moneta, poco distante dal borgo ed appartenente alla stessa signoria lucchese del Guinigi.

La torre del Guinigi
, attualmente usata come campanile della chiesa parrocchiale, risale ai primi del 1400, quando Paolo Guinigi, signore di Lucca, acquistò Ortonovo dai Visconti. Dalla Torre Paolo Guinigi, i figli e la moglie Ilaria del Carretto amavano ammirare il panorama.

La piazzetta della chiesta rappresenta un piccolo contenitore di testimonianze storico-culturali. A pochi passi dalla chiesa, infatti, si può ammirare la casa del poeta Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, palazzo della nobile famiglia genovese. Il poeta, che nacque a Genova il 6 gennaio del 1871, trascorse qui gran parte della sua vita. Accanto al portone d'ingresso troviamo lo stemma nobiliare e una lapide in sua memoria.

Lasciandosi alle spalle il borgo, è possibile salire al Santuario di N.S. del Mirteto, la cui facciata rinascimentale è rivestita di marmo bianco. Siamo a 302 metri sul livello del mare, su un contrafforte del Monte Boscaccio, molto scosceso verso occidente: ancora una volta è la vista mozzafiato sulla piana di Luni e la bassa valle della Magra a colpirci, un panorama scolpito dalla storia, dalla natura e dall’uomo.

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